I Glory Boys sono tornati: Disme ci ricorda che non esiste un lieto fine con il suo “Minacce” 

Il nuovo disco di Disme, Minacce, uscito il 20 marzo 2026, è composto da 14 brani, con un nutrito assortimento di featuring, tra cui nomi di punta nel panorama musicale rap italiano, artisti in fase più calante e anche una nuovissima leva: EOS, Dani Faiv, Samuel Heron, Niky Savage, Mambolosco, Sayf e Vale Pain. La tecnica e la versatilità di Disme sono esaltate al massimo in questo suo nuovo disco. Disme si rivela, ancora una volta, capace di spaziare tra generi diversi, rimanendo sempre credibile.

Tranne SP Finest, che per sua natura è una traccia corale, e Vuoto, in cui la voce di EOS aggiunge carattere alla traccia, elevandola, Disme potrebbe benissimo realizzare un disco senza alcun featuring. Si percepisce la difficoltà degli altri ad adattarsi al mood e alla narrazione di Disme, unica nel suo genere. Pertanto, la presenza di altri artisti, soprattutto nelle canzoni più introspettive come Lacrime e Ferite, risulta parzialmente superflua. Nel caso di Ho un problema e Fuorilegge, questo schema si applica meno, dato che le tracce sono più banger ed esercizi di stile, per cui la presenza di un secondo artista non infastidisce; anzi, conferisce un valore aggiunto al brano.

I temi principali che Disme affronta nel suo nuovo disco sono topoi ricorrenti nella sua poetica. In primis, la droga e il crimine, che pervadono la sua quotidianità e i mondi che frequenta, come descritto in Minacce, la title track: “Famoso sì, ma non sono come i cantanti / Mi fumo e mi drogo, giro con i delinquenti”. In secondo luogo, la sfiducia nell’essere umano perché, come ci rivela in Cose Materiali, “Odio e cattiveria, è la natura umana”; una sfiducia che si estende anche al rapporto con le donne. L’artista descrive relazioni complesse e spesso dolorose, tra idealizzazione e delusione: come ci dice lui stesso in Giurami, “La donna della mia vita, forse l’ho già incontrata, e mi sa l’ho tradita, finché non l’ho mollata”. In ultimo, un altro tema ricorrente è la sfiducia nelle istituzioni e l’odio verso il potere, come testimoniato in Cose Materiali: “Non faccio il tirocinio dal padrone del castello”, un categorico rifiuto dell’artista di sottomettersi a logiche di potere; e “Condannano il sospetto per il delitto commesso, per me non è vero ed è innocente, ci scommetto”, contro un sistema giudiziario in cui l’artista non ripone alcun tipo di fiducia.

Il nuovo disco, Minacce, risulta molto cupo, tranne qualche traccia che lascia un po’ di respiro (ma veramente poco), forse soltanto per la melodicità delle canzoni stesse, più che per le tematiche affrontate, che si ripropongono nella maggior parte dei brani e trasmettono un senso di malessere generale, il fil rouge che unisce ogni pezzo del disco. Non a caso, come ci ricorda Samuel Heron in SP Finest, il nome originale di Disme è Disagio: “Stavo con Disme quando si chiamava ancora Disagio”. Ed è lo stesso Disme ad ammetterlo in Cose Materiali: “Se parliamo di disagio, io c’ho la corona”.

Tuttavia, il titolo del disco non rende giustizia al ventaglio di emozioni e tematiche che Disme esplora. Anche la title track, Minacce, non rappresenta appieno tutto ciò che frulla nella testa di Disme, ma soprattutto nel suo cuore, nonostante si tratti di una netta presa di distanza dal suo album e dalla sua poetica precedenti: “non c’è un Lieto Fine, sono tutte cazzate”. A discapito del titolo e dell’omonima traccia, le canzoni del nuovo album non sono soltanto minacce rivolte all’ascoltatore. Alcune sono confessioni, altre moniti, altre ancora sfoghi. Questo ce lo dice lo stesso Disme in Cose Materiali: “Quando scrivo mi sfogo, solo così mi confido”.

In questo senso, il disco sembra avere diverse anime, impossibili da riassumere in un unico titolo o in un’unica traccia. L’anima più cazzeggiante di canzoni come SP Finest, Ho un problema, Fuorilegge, Iatro, che intende il rap come esercizio di stile, una sputata di barre, in gergo. L’anima più dura, cupa, sprezzante e disillusa nei confronti del mondo e della società di tracce come Minacce, Mento Sorridendo, Gas Nocivo, Outro Soldi & Dinero. E infine, l’anima più triste, riflessiva, nostalgica, a tratti forse sognante, rispetto a un mondo e a un’esistenza migliori, in tracce come Vuoto, Bimbo Senza Futuro, Lacrime, Ferite, Cose Materiali e Giurami.

In ultimo, però, Disme fa una sintesi delle sue diverse anime nell’outro del disco, ribadendo il cambiamento della sua poetica e della sua visione del mondo, già annunciato nella title track Minacce, secondo cui un lieto fine non esiste nella nostra vita e nella nostra società. In Outro Soldi & Dinero, ogni possibilità e speranza di rinascita vengono annullate a causa di tutti quegli elementi che si alimentano tra loro e inquinano la vita e la poetica dell’artista, finendo per portarlo a un estremo disagio: droga, denaro, difficoltà nei rapporti d’amore e sfiducia nell’essere umano, di natura cattiva e opportunistica.

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